Uno di Famiglia Recensione

Titolo originale: Uno di Famiglia

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Uno di famiglia: recensione della commedia corale con Pietro Sermonti, Lucia Ocone e Nino Frassica

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Uno di famiglia: recensione della commedia corale con Pietro Sermonti, Lucia Ocone e Nino Frassica

La commedia italiana ha una lunga tradizione di presa in giro della criminalità organizzata, un archetipo diventato quasi un sotto genere. Arrivo ora un nuovo film a rinnovare questa dinamica, Uno di famiglia, che mette di fronte Luca (Pietro Sermonti), un uomo comune, forbito insegnante di dizione sempre senza un soldo (ma con una casa da sogno), con una famiglia rumorosa, piena di contanti e di traffici criminali, guidata da un padrino generoso, ma invadente, Nino Frassica. È bastato che Luca salvasse la vita al suo studente Mario, in verità in maniera casuale e goffa, per ottenere il riconoscimento assoluto della famiglia del giovane in cerca di pulizia per la sua dizione infestata di calabrese. Lo zio, infatti, è proprio il padrino, che insiste - questa diventerà la parola chiave del film - perché Luca abbia un posto fisso a casa, in tavola, e alla fine magari anche in una delle tante stanze della sontuosa villa in cui abitano. Gli affari correnti della famiglia sono gestiti dalla vulcanica zia Angela (Lucia Ocone), sorta di dark lady dai modi sbrigativi, seducenti e dalle improvvise e spiazzanti stilettate in dialetto.

Una combriccola variamente assortita che non piacerà di certo alla fidanzata di Luca, Regina (Sarah Felberbaum), che lo vede sempre più perdersi nella tela seduttiva dell’allegra famigliola, che si sdebita a suon di soldi, ma soprattutto di un recupero crediti inteso in senso ampio. Sembra un sogno per il timido Luca, dal basso della sua ignavia. Prima di ogni altra considerazione,  permetteteci di prendere in prestito un tormentone di questi tempi in ambito calcistico: il centravanti deve segnare, è questo il suo lavoro. Allo stesso modo una commedia deve far ridere, poi è senz’altro lodevole che ci sia altro, ma se non riesce nel suo compito primigenio allora i conti non tornano. Uno di famiglia fa ridere, e a tratti molto, confermando una (per ora mini) tendenza della commedia italiana al recupero d’attenzione per la scrittura, lasciandosi alle spalle la monotonia di un cast che per anni era sempre uguale e deludente come un programma elettorale.

Alessio Maria Federici è uno shooter che rispetto ad altre volte ha potuto gestire un materiale di qualità, un copione in cui i personaggi non sono piatti, ma hanno sempre più angoli e, soprattutto, comunicano uno con l’altro in maniera interessante e intelligente. È il confronto di caratteri a funzionare, la messa in scena di piccole meschinità e scorciatoie che seducono rimanendo credibili, costruendo un protagonista solido su cui far ruotare la vicenda e lasciando per buona parte ai caratteri di contorno lo spazio per suscitare la risata. Svetta zia Angela, una Lucia Ocone al suo meglio, esilarante e tostissima, bomba pronta ad esplodere che riscatta decine di sonnolenti personaggi femminili della nostra commedia recente

Va riconosciuto il giusto merito agli sceneggiatori: Giacomo Ciarrapico, una delle penne della banda Boris, e Andrea Garello, già in Smetto quando voglio, ma anche nel sottovalutato Senza nessuna pietàUno di famiglia dimostra che la commedia che gioca sui dialetti e le peculiarità regionali non è morta, se ci sono idee a supportarla.

Uno di Famiglia
Il Trailer Ufficiale del Film - HD
8100


Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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