Nessuno come noi Recensione

Titolo originale: Nessuno come noi

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Nessuno come noi: recensione della commedia romantica con Alessandro Preziosi e Sarah Felberbaum

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Nessuno come noi: recensione della commedia romantica con Alessandro Preziosi e Sarah Felberbaum

Due generazioni a confronto, ma soprattutto interessate alla loro realizzazione personale, nella Torino degli anni Ottanta. È questo il cuore del romanzo di Luca Bianchini, ormai un punto di riferimento della narrativa sentimentale, e delle sue variazioni su grande schermo. Una storia autobiografica che ci riporta al 1987 in un liceo di Torino frequentato dai borghesi delle colline e dai proletari della periferia meno nobile, in un’ennesima variazione omaggio al decennio considerato per molto tempo il meno sexy del secolo; sequela iniziata più di dieci anni fa da Notte prima degli esami di Fausto Brizzi.

Una nuova operazione nostalgia che non si priva di nessun archetipo con cui gli anni Ottanta sono rievocati: dall’abbigliamento alle canzoni, al walkman con cassettina personalizzata d’ordinanza, che qui appare dopo tre o quattro minuti di film.

In Nessuno come noi sono i giovani gli apparenti protagonisti, con le loro passioni assolute, gli amori, le amicizie e i tradimenti che diventano dolorosi come solo durante l’adolescenza. Sono loro a cercare di maturare, a vivere le loro esperienze per trarre insegnamento dagli errori, ma in realtà sono gli adulti quelli meno maturi e più infantili. Le loro vite annoiate sono condotte con maschere quotidiane frutto di codardia che non fanno che rovinare la vita di chi sta loro accanto, oltre alla loro, in una routine in cui gli anni si succedono senza che se ne accorgano. Prima che sia troppo tardi esplodono però anche qui passioni, come quella fra il docente universitario di rara arroganza Umberto (Alessandro Preziosi) e la professoressa di liceo del figlio problematico e a rischio bocciatura, la ‘single per scelta’ Betty (Sarah Felberbaum).

Ci sono, però, anche i giovani, con Vince che è innamorato da sempre della sua migliore amica, la quale l’ha però sempre visto solo come amico. Non siete sconvolti dall’originalità della vicenda? Diciamo che il film lavora sicuramente per archetipi, che però sono ripresi piuttosto stancamente e senza un gran lavoro di elaborazione o variazione. Pensate, infatti, che la bella in questione si mette invece col migliore amico del nostro povero Vince, figlio di Umberto, a cui è affidata una poco felice narrazione fuori campo.

Sospeso fra commedia romantica, melodramma e la storia di formazione, Nessuno come noi scivola qua e là in momenti grossolani che vanificano una certa sincerità di fondo, ben rappresentata da alcune interpretazioni. La nostalgia qui è solo il tentativo di provocare un riflesso pavloviano, fermandosi a riferimenti immediati, non problematizzando ad esempio il rapporto fra due mondi così vicini, ma cosi incomunicabili, come quello degli adulti e dei figli. Quando lo fa, come in una sequenza che coinvolge padre e figlio per la prima volta in grado di ascoltarsi senza maschere o egoismi, mostra il suo volto migliore, quello delle scelte difficili, degli errori inevitabili e delle fragilità confessate.

Nessuno come noi
Il Trailer Ufficiale del Film - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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